Crisi. Corvino, bene Grilli su rischio assimilazione debiti stato a quelli privati

antonio-corvino“Le parole del neo ministro Grilli sulle conseguenze dell’assimilazione del debito di uno Stato a quello dei  privati, vanno in direzione di quanto emerso nel corso del Sorrento Meeting”.
Antonio Corvino, direttore generale dell’Obi, l’Osservatorio Banche – Imprese di Economia e Finanza, interviene all’indomani delle dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.
“Per un verso la tenuta finanziaria degli stati nazionali e per l’altro anche la tenuta dei relativi sistemi economici e sociali è al centro delle scommesse speculative dei cosiddetti mercati finanziari, ma anche dell’azione delle autorità governative nazionali – spiega Corvino – Si tratta di  decisioni spesso subite, spesso faticosamente assorbite dalle imprese e generalmente osservate con preoccupazione e sgomento, ma anche con rabbia dagli individui, dai giovani, dalle donne, dalle famiglie”.
In questo contesto, aggiunge il dg dell’Obi, l’assimilazione e equiparazione degli orizzonti temporali degli stati a quelli propri degli individui e delle aziende sta minando alla base uno dei presupposti fondamentali della sovranità statuale, che ne proietta credibilità, azione e durata, in una dimensione storica pluridecennale, e anzi secolare.
“L’annichilimento degli orizzonti temporali statuali comporta la derubricazione della capacità e tenuta finanziaria degli stati, da leva di politica economica a parametro ragionieristico – prosegue Corvino – Scompare di conseguenza la facoltà statuale di investire e sostenere l’economia attraverso il metodo di un deficit spending virtuoso, pur teorizzato ma anche straordinariamente e positivamente sperimentato sia pure in un quadro di complessiva compatibilità, non solo economica, ma anche finanziaria, e trova una nobilitazione surrettizia in chiave costituzionale il divieto per il bilancio dello stato di andare in deficit. E’ necessario rammentare che la tenuta economico-finanziaria degli stati va coniugata di pari passo e non in contrapposizione con la tenuta dei sistemi economici e la tenuta del tessuto sociale”.
Bruno Amoroso, del Centro Studi Federico Caffè co-promotore del Forum di Sorrento 2012 osserva che “Le dichiarazioni del ministro Grilli sul ruolo speculativo e illegale delle società di rating statunitensi, chiaramente in “conflitto di interessi” come osserva il ministro, è certamente utile perché conferma le tesi critiche fino ad oggi ritenute cospiratorie e sovversive”.
“Riconosciuto ciò – aggiunge Amoroso – resta da capire perché la Banca Centrale Europea e la Banca d`Italia ratificano queste speculazioni di fatto inseguendole con esborsi alle banche invece di intervenire sulle Borse e i mercati finanziari con sospensioni di attività per “disturbativa di borsa”, e perché vengono riconosciuti normali profitti il risultato di attività speculative illegali per i quali invece andrebbe disposto il loro sequestro insieme a quello dei titoli acquisiti. Così come le riaffermazioni sulla lotta all’evasione continuano ad evadere il vero problema che è quello dei paradisi fiscali dei quali sembra che né Mario Draghi nel ruolo di presidente del Financial Stability Board né la Banca d`Italia abbiamo voglia di occuparsi”.

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