Interventi. Squitieri (Premio Dorso), Sorrento Meeting, grande occasione di confronto

nicola-squitieriL’associazione “Guido Dorso” desidera esprimere il più vivo apprezzamento per l’organizzazione da parte dell’OBI del 2° Convegno Internazionale di studi sui Mezzogiorni d’Europa. Si tratta di  una importante occasione che parte dal Sud per offrire un confronto ai vari livelli: da quello istituzionale a quello economico, scientifico e culturale su una problematica troppo spesso poco contestualizzata nello scenario mediterraneo ed europeo.
In questa direzione va in particolare sottolineato il significativo impegno organizzativo che vede coinvolte, nel comitato promotore del meeting, alcune tra le più autorevoli istituzioni meridionaliste del Paese e ciò in sintonia con quanto auspicato dallo stesso Presidente della Repubblica. L’augurio dell’associazione Dorso è che l’iniziativa promossa dall’Osservatorio possa rinnovarsi sempre più negli anni e costituire un punto di riferimento qualificante nel dibattito meridionalista.  Questa importante convention deve infatti poter  costituire una significativa occasione per riconsiderare il divario che tuttora sussiste tra  Nord e Sud; un divario da saldare in un discorso unitario e solidale che emerga dalla riconsiderazione della storica “questione meridionale” nei suoi vari aspetti socio-economici. Non si può infatti dimenticare che il processo unitario ha ereditato tra le incompiutezze anche quella che si è soliti definire “questione meridionale”.
Per decenni il Sud è stato considerato come un problema e non come una grande risorsa dell’intero Paese. E’ stato più volte giustamente osservato a questo proposito che gli imponenti sforzi portati avanti dallo Stato (Cassa per il Mezzogiorno, Riforma agraria, ecc.) per assicurare un più rapido ed equilibrato processo di sviluppo con il resto della Nazione ha avuto negli anni ’50 e ’60 grandi meriti ma con risultati talvolta non sempre risolutivi.
Il mancato sviluppo economico e sociale di alcune aree del Sud, si noti bene di alcune, non di tutte, va certamente addebitato in particolare a tre  grandi problematiche mai compiutamente risolte: l’inadeguatezza della classe dirigente locale ai vari livelli, la legalità e la questione morale; problematiche quest’ultime già presenti all’epoca di Guido Dorso il cui messaggio politico e morale rimane tuttora ancora di straordinaria attualità. Per vincere oggi queste  sfide occorre  un grande impegno da parte di tutti, occorre compiere un “esame di coscienza collettivo” come auspicato dallo stesso Presidente della Repubblica. E’ sempre più necessario un impegno sinergico, in una parola, non ci stancheremo di ripetere, occorre fare squadra. Ma fortunatamente c’è da registrare su queste tematiche una grande presa di coscienza, soprattutto da parte delle nuove generazioni meridionali, che fa ben sperare per il futuro.
E certamente una delle occasioni storiche per far voltare pagina al Mezzogiorno è rappresentata dall’entrata in vigore del federalismo fiscale, una legge che se attuata con criteri unitari e solidali, può realmente favorire un nuovo processo di sviluppo del nostro Mezzogiorno.
La responsabilizzazione delle classi politiche meridionali – a livello locale – può infatti determinare uno sviluppo autopropulsivo del territorio che veda gli stessi meridionali al centro di tale processo. Sarà necessario però sempre più continuare a combattere e vincere la battaglia contro l’illegalità diffusa che rappresenta il primo e vero grande ostacolo  alla crescita economica del Mezzogiorno e di conseguenza dell’intero Paese.
La “questione” impone quindi oggi più che mai, in primo luogo, una più approfondita considerazione dei concetti di Stato, di Pubblica Amministrazione, di contesto sociale e più in particolare dell’emergenza giovani nel nostro Mezzogiorno.
Assai particolare infatti deve essere l’attenzione da rivolgere proprio alle nuove generazioni affinché esse siano poste in grado di esprimere positive potenzialità produttive.
Diventa cosi indispensabile porre una nuova attenzione su interventi formativi di ampio respiro legati in particolare alla formazione professionale offrendo una sollecita e concreta risposta ad una realtà socio-economica dagli aspetti sempre più allarmanti.
Un ruolo decisivo dovranno avere in questa direzione le istituzioni locali, le agenzie educative e le realtà sociali e culturali del territorio per sottrarre il territorio stesso  all’estendersi del fenomeno malavitoso e dell’illegalità diffusa che frena ogni giorno di più il processo di sviluppo di intere aree.  Sarà necessario infatti partire dai processi formativi per arrivare a collegare  le varie aree di istruzione in un percorso virtuoso che sappia restituire il ruolo che le spetta a quella cultura meridionale che in  un passato non molto lontano ha assolto ad un compito di primo piano per la società civile del nostro Paese.
Non dovranno poi essere trascurati, ma anzi valorizzati, gli effetti diretti e indotti provocati dalle varie agenzie educative. Intorno a queste aree di formazione di nuove intelligenze creative, preparate per un mercato del lavoro di alta qualità, si potrebbero infatti formare bacini di nuova imprenditorialità che dovrebbero realizzare una reale parificazione con i territori più sviluppati del nostro Paese contribuendo in tal modo a creare una concreta immagine di una Italia che possa unitariamente assolvere in pieno al suo ruolo di primo piano nel più ampio contesto europeo e internazionale.

Nicola Squitieri, presidente dell’Associazione Premio Internazionale “Guido Dorso”