Mohamed Bechir Khalfallah al Sorrento Meeting 2012: “Creare occupazione per arrestare la criminalità”.

Mohamed Bechir Khalfallah“Quella a cui assistiamo è una crisi senza precedenti, anche più grave di quella del 1929, perché più lunga e profonda. La disoccupazione dei giovani, e l’esistenza di regimi autoritari, ha dato vita ad una stagione di risveglio, la cosiddetta “primavera araba” che ha causato moti di rivolta in 1000 città, distribuite in 82 Paesi”.
Così Mohamed Bechir Khalfallah, membro della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, nel suo intervento in occasione della seconda edizione del Sorrento Meeting, convegno internazionale di economia promosso dall’Obi, l’Osservatorio Banche – Imprese di Economia e Finanza.
Tra le cause della ribellione, Khalfallah ha individuato come principale la mancanza di lavoro che causa “conseguenze devastatrici sul genere umano”. “Senza un lavoro – ha osservato – i giovani perdono la speranza, avvertono il dolore del rifiuto sociale, e ciò equivale per loro ad un diniego della cittadinanza economica che genera rancore e provoca sentimenti di frustrazione. L’elevato tasso di disoccupazione causa un aumento di criminalità, di comportamenti antisociali, e rende le nostre società più vulnerabili”.
Sono dunque necessarie, osserva Kalfallah, politiche educative, e di formazione, per i 17,5 milioni di africani, in larga parte giovani, che non hanno un occupazione. “Per farlo – ha concluso – si può partire da quei settori poco sfruttati, in cui si può più facilmente genereare occupazione: energie rinnovabili e servizi alla persona”.

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