Ebadi e El Khayat al Sorrento Meeting 2012: “Le donne si sveglino, assieme agli uomini, si riprendano la dignità e cerchino l’uguaglianza”

incontro-ebadiNon è un mondo per donne. Dall’Oriente all’Occidente, la strada per arrivare alla parità è ancora tanta da percorrere. E’ necessaria una rivoluzione culturale. Anche se, in un momento di crisi economica, come quello attuale, la forbice dei diritti tra i due sessi diventa sempre più ampia. Reagire e unirsi agli uomini più progrediti per auspicare ad una società più equa. Questo il messaggio lanciato questa durante l’incontro con il premio Nobel per la Pace, l’iraniana Shirin Ebadi e la marocchina Rita El Kayat, ospiti della seconda edizione di Sorrento Meeting, evento internazionale di economia in programma all’Hilton Sorrento Palace, promosso dall’Obi, l’Osservatorio Banche – Imprese di Economia e Finanza.
All’incontro hanno preso parte Barbara Carfagna, giornalista del Tg1, Maria Teresa De Angelis, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sorrento e rappresentanti della Commissione comunale Pari Opportunità, della Fidapa, dell’Inner Wheel, del Centro Italiano Femminile e dell’associazione Amiche del Museo. A moderare, Gaetano Mastellone, consigliere dell’Obi e chairman nella sessione di apertura del meeting.
“Nel mondo islamico siamo tornati nel Medioevo – ha detto Ebadi – ed è lampante che bisogna raggiungere una separazione tra religione e potere politico per avere più giustizia”.
Le rivoluzione arabe, del Nord Africa, non hanno ancora portato ad un miglioramento della situazione per le donne. “Anzi, stiamo tornando indietro – ha ribadito Ebadi – tra 4 giorni, in Iran, ci sarà l’ anniversario del regime. E la situazione è pesante. Hanno arrestato molti studenti. Da noi non c’è libertà. Nessuno può esprime liberamente il proprio pensiero. Altrimenti si è arrestati e i giovani sono cacciati dalle Università. E’ per questo che chi può scappa dall’Iran”.
Per il premio Nobel in Occidente la donna viene usata come oggetto “anche per pubblicizzare un dentifricio si utilizza un nudo di donna. “Nei paesi Islamici è la cultura patriarcale che svilire la donna e a mantenerla ai margini della società – ha aggiunto – Ma spesso è la donna stessa la portatrice sana di questi valori. Bisogna fare un gran lavoro. Obiettivi da perseguire insieme agli uomini, per portare dignità e uguaglianza”.
Per El Khayat, in Italia dopo il movimento femminista di trent’anni fa, non c’è stato quello che si era prospettato. Dal 1975 la condizione della donna è peggiorata. “Anche in Italia le donne, assieme agli uomini, devono reagire per riprendersi la loro vita. Ma da protagoniste”.

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