Sorrento Meeting: grandi numeri e grandi idee per un evento internazionale

ebadi-premiataSi è chiusa all’Hilton Sorrento Palace, la seconda edizione di Sorrento Meeting, l’atteso appuntamento che anche  quest’anno ha portato nella cittadina costiera oltre 250 partecipanti, tra economisti, accademici, esponenti del mondo bancario ed imprenditoriale, manager, rappresentanti di istituzioni pubbliche e private, italiane e soprattutto estere, giornalisti e giovani ricercatori, provenienti da Svezia, Germania, Polonia, Austria, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Egitto, Tunisia, Algeria,  Marocco e, per quanto riguarda l’Italia, da Torino, Milano, Firenze, Roma e dalle principali città del Mezzogiorno.
Quaranta i relatori, due grandi donne protagoniste della due giorni: un premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi e una delle più note intellettuali marocchine, Rita El Khayat. Sette i rapporti presentati, dal Pil alle politiche nell’area del Mediterraneo, dagli effetti della criminalità alla migrazione giovanile.
E, grazie alla diretta web, oltre un centinaio gli utenti collegati al sito della manifestazione, promossa dall’Obi, l’Osservatorio Banche – Imprese di Economia e Finanza, presieduto da Michele Matarrese e diretto da Antonio Corvino.
Importante il risalto dato dalla stampa, non solo nazionale, alla presenza di ospiti prestigiosi, selezionati dal comitato scientifico dell’Obi. Tra i relatori, i nomi di Antonio Marzano, presidente del Cnel, Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo, Alessandro Laterza, vice presidente di Confindustria, Nicola Motolese, presidente dei Giovani di Confagricoltura, Abdel Kawi Khalifa, governatore de Il Cairo, Mohamed Bechir Khalfallah, membro della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, i giornalisti Eric Jozsef di Libération e Barbara Carfagna del Tg1. Senza contare il lunghissimo elenco di accademici provenienti dai più importanti atenei europei.
Tutti concordi sulla necessità di condividere, in tutta l’area del Mediterraneo, alcuni obiettivi comuni: dall’affermazione di una economica umanistica, che metta al centro l’uomo e non il business, auspicata da Mauro Magatti, dell’Università Cattolica e messa in pratica da Christian Felber, dell’Università di Vienna, fondatore del movimento “L’Economia del Bene Comune”, al ripristino di una dignità storica degli stati, al centro della relazione di Antonio Corvino. O, ancora, la proposta di istituire un’area economica e commerciale che comprenda tutta la sponda Sud ed Est del Mediterraneo, cui ha fato eco la provocazione
di Bruno Amoroso, del Centro Studi Federico Caffè dell’Università danese di Roskilde, di istituire un euro per l’Europa del Sud, da concordare nei rapporti di cambio con i paesi dell’aerea tedesca.Una particolare attenzione per governare i flussi migratori è stata data nel Meeting ai problemi etici che devono improntare sempre più i rapporti umani e istituzionali e al dialogo interreligioso fra Islam e Cristianesimo; hanno discusso su questi temi – moderati dal Coordinatore del Comitato scientifico di Obi Francesco Saverio Coppola- Abdelfattah Mourou di Tunisi , Gaetano Castello della Pontificia Università di Teologia e il filosofo Pietro Barcellona.
Tra i temi dibattuti, quello delle primavere arabe, affrontato negli interventi di Shirin Ebadi, di Rita El Khayat e Mohamed Bechir Khalfallah, della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli.
“Fino a tre anni fa il Medio Oriente e il Nord Africa sembravano essere completamente tranquilli come il loro mar Mediterraneo – ha esordito il Premio Nobel – Poi sono iniziate le rivoluzioni. La stampa occidentale ha chiamato questo evento come primavera araba. Ma davvero è arrivata la primavera? Non è presto per usare questa parola? Io dico che la primavera araba comincerà quando le donne musulmane potranno ottenere pari diritti. Nei paesi musulmani esse vivono una situazione di grande disagio e discriminazione”.
Per Rita El Khayat i giovani e le donne sono le catene deboli della sponda sud del Mediterraneo, un’area dove regna disoccupazione, lavoro precario, diseguaglianza tra i sessi. “La primavera araba – ha aggiunto – non ha mantenuto le sue promesse, non è stata in grado di mutare questa situazione. I paesi dell’Europa devono unire gli sforzi per tendere la mano a quelli dei Mezzogiorni del Mediterraneo, dando avvio a scambi su base egualitaria e condividendo il processo di democratizzazione”.
“Senza un lavoro – ha osservato Bechir Khalfallah  – i giovani perdono la speranza, avvertono il dolore del rifiuto sociale, e ciò equivale per loro ad un diniego della cittadinanza economica che genera rancore e provoca sentimenti di frustrazione. L’elevato tasso di disoccupazione causa un aumento di criminalità, di comportamenti antisociali, e rende le nostre società più vulnerabili”.
Sono dunque necessarie, osserva Kalfallah, politiche educative, e di formazione, per i 17,5 milioni di africani, in larga parte giovani, che non hanno un occupazione. “Per farlo – ha concluso – si può partire da quei settori poco sfruttati, in cui si può più facilmente genereare occupazione: energie rinnovabili e servizi alla persona”.
Problemi scritti in rosso nell’agenda politica del governatore de Il Cairo, Abdel Kawi Khalifa, che ha delineato la situazione della città de Il Cairo, e dell’intero Egitto, dopo la rivoluzione del 25 gennaio. “Una mobilitazione che – ha osservato – è stata di reazione al regime che il nostro popolo ha subito per 30 anni, alla corruzione imperante e al continuo aumento del costo dei beni. La rivoluzione è in atto da 18 mesi ma ancora non siamo riusciti a raggiungere una stabilità – ha aggiunto – Abbiamo cinque milioni di disoccupati e 112 aree degradate”. La strada per raggiungere l’obiettivo della democrazia, della libertà, e della pari dignità delle donne, ha concluso, passa attraverso il riallineamento tra processi di istruzione e formazione professionale ed esigenze del mercato. Per creare occupazione abbiamo avviato numerosi accordi con Ong ed istituito una banca sociale per il sostengo delle start-up.
“La bufera che si è abbattuta sull’Europa e sul Mediterraneo è destinata a provocare profondi cambiamenti, non solo sul fronte degli equilibri economici, ma anche di quelli sociali e di conseguenza anche di quelli politici e istituzionali – è intervenuto il dg dell’Obi, Antonio Corvino – La prospettiva che oggi l’Europa e il Mediterraneo sono chiamati a sperimentare è quella di una trasformazione complessiva. I report  presentati nel corso del Sorrento Meeting sulle derive malavitose in Italia e in Europa, sull’andamento del Pil in Europa, in Italia, nel Mezzogiorno, sui processi economico-sociali del Mediterraneo e sulle migrazioni dei giovani nel Mediterraneo, evidenziano in maniera chiara i pericoli connessi ad una gestione non corretta e prudente dell’attuale crisi”.
Un momento storico che, ha evidenziato in un messaggio inviato ai 250 partecipanti del forum, il presidente del Senato, Renato Schifani, impone di “rimboccarsi le maniche secondo una filosofia che deve essere il filo conduttore di tutte le politiche nazionali”. Per Schifani bisogna guardare al di là della situazione di depressione economica in cui versano le aree del Sud, “dove vi sono anche molti esempi di eccellenza produttiva e non mancano i germogli di un percorso di sviluppo civile ed economico, possibile ed essenziale per la ricostruzione di un intero paese”.
“Un’economia sana, trasparente, fonte di ricchezza e di reddito – ha concluso il presidente del Senato – è un messaggio di speranza, soprattutto per i giovani, affinché possano avanzare verso un futuro migliore, all’insegna di una crescita duratura e dinamica”.
Per il presidente dell’Istat, intervenuto nella seconda giornata del Sorrento Meeting, “la nostra economia è attualmente come una automobile usata che si guasta ogni qualvolta tenta di accelerare. Ne è prova che dal 2007 ad oggi abbiamo assistito a numerose crisi: le più importanti, quella economica, del cibo ed energetica”.
“Bisogna cambiare paradigma – ha osservato Giovannini – Evitare che i dati statistici producano stress da prestazioni. La conferenza di Rio, ad esempio, ha proposto di andare oltre il Pil e di prestare più attenzione all’indicatore Bes, acronimo di “bene equo e sostenibile”. Anche l’Ocse ha cambiato la propria missione, che non è più “For a better world economy”, bensì “‘Better policies for better lives’”.
Per Giovannini i governi devono basare le proprie politiche economiche non più solo sulla crescita, parametro insufficiente a leggere la nuova realtà. “E’ necessario – ha sottolineato – riconoscere ed accettare che il rischio è con noi, che la società è imperfetta e che noi siamo fallibili. Accettare il rischio e l’incertezza ci aiuterà ad attuare un approccio dal basso, basato non più nel delegare qualcuno dall’alto di prendere le decisioni, ma sulla logica 2.0 della “collettive intelligence”.
Dal 2.0 economico a quello mediatico. Mario Morcellini, direttore del dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale alla Sapienza di Roma, nel suo intervento ha ricordato come “I navigatori della socializzazione non sono più i vecchi mezzi di comunicazione. L’aumento della scolarizzazione è determinate in questo processo perché sta orientando i giovani verso nuovi stili mediali”.
Confrontati con i loro genitori, i giovani di oggi sono molto più interessanti e diversificati nei loro interessi. Mai l’Italia ha avuto una qualità di laureati come negli ultimi 10 anni e sono loro che soffrono particolarmente questa crisi. “I giovani, ha concluso Morcellini, laddove possono mettere in campo un meccanismo di socializzazione culturale, capitalizzano le chance della modernità”

I riconoscimenti
Sono 5 i riconoscimenti tributati dal Sorrento Meeting 2012 ad altrettanti ospiti della seconda edizione dell’evento economico internazionale promosso dall’Obi e conclusosi oggi all’Hilton Sorrento Palace con ospiti del mondo economico, imprenditoriale, accademico, associativo e culturale internazionale.
A salire sul palco per ricevere una targa ricordo, sono stati Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace 2003, Mohamed Bechir Khalfallah, rappresentante della Commissione Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, Abdelfattah Mourou, membro dell’Islamic Tendency Movement, Abdel Kawi Khalifa, governatore de Il Cairo e la scrittrice Rita El Khayat.
I riconoscimenti sono stati consegnati da Michele Matarrese, Antonio Corvino e Gaetano Mastellone, rispettivamente presidente, direttore generale e consigliere dell’Obi.

Sorrento Meeting tra arte e creatività
Spazio anche alla creatività, per questa edizione 2012. Insieme al logo, firmato da Mimmo Paladino e al manifesto, opera dell’artista Helena Klakocar, il Sorrento Meeting ha voluto affidare ad un gruppo di giovani professionisti, guidati dal regista Lorenzo Corvino, un filmato fatto di intense suggestioni, visibile sul sito ufficiale dell’evento, all’indirizzo www.sorrentomeeting.eu e su quello dell’Obi, www.bancheimprese.it dove è possibile visualizzare video, foto, documenti, rassegna stampa e altre informazioni legate all’iniziativa.

Sorrento Meeting e la solidarietà
Coloratissime borse e delicate miscele di caffè. Le prime realizzate dalle detenute del carcere di Lecce, le altre prodotte nella casa circondariale di Pozzuoli, a Napoli.
Sono i cadeau della solidarietà scelti dall’Obi, come omaggio agli ospiti giunti per il Sorrento Meeting.

 

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